Patologie della spalla, a Salerno il primo Cad-Lab: trenta specialisti al lavoro nei laboratori della Fondazione Ebris
Trenta tra chirurghi, ortopedici, fisiatri e fisioterapisti, arrivati da diverse regioni italiane, hanno lavorato oggi su preparati anatomici umani nei laboratori della Fondazione EBRIS, a Salerno. È il primo Cad-Lab sulla chirurgia della spalla organizzato nel Salernitano e ha dato il via alla prima edizione dello “Shoulder Hub – 1st International Scientific Congress”. Il congresso, organizzato da Easyway, si occupa delle patologie della spalla dalla prevenzione alla riabilitazione ed è presieduto da Alfonso Maria Forte e Alfonso Maria Romano. La prima parte della giornata è stata dedicata alle relazioni scientifiche. Poi i partecipanti sono passati in laboratorio, dove hanno approfondito anatomia, tecniche chirurgiche, infiltrative ed ecografiche. Il lavoro si è svolto nelle strutture del Laboratorio di Neuroanatomia della Fondazione. «Abbiamo organizzato sei postazioni pratiche, dedicate alla chirurgia artroscopica, alle infiltrazioni e all’ecografia e alla dissezione anatomica, con tutor di grande esperienza a livello nazionale che seguono i 30 partecipanti per tutta la giornata», ha spiegato Alfonso Maria Romano, presidente dello Shoulder Hub. «È la prima fase del progetto e prepara al congresso di domani a Giffoni Valle Piana, dove circa 400 professionisti si confronteranno con esperti italiani e internazionali sui principali temi diagnostici e chirurgici della patologia della spalla». Per Alfonso Maria Forte, fisiatra e co-fondatore di Shoulder Hub, la scelta di partire dal laboratorio ha una ragione precisa: «La spalla è una struttura molto complessa e coinvolge professionalità diverse: il radiologo, il chirurgo, il fisiatra, il fisioterapista, il preparatore atletico. Volevamo che a Salerno queste figure potessero incontrarsi e parlare lo stesso linguaggio. Siamo partiti dall’anatomia perché tutto nasce da lì». I lavori sono stati aperti da Giulio Corrivetti, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione EBRIS. «Questo appuntamento conferma l’attenzione della Fondazione per la ricerca e per i laboratori anatomici, dove si possono sperimentare tecniche innovative e creare nuove opportunità per i pazienti», ha detto. «Siamo in un luogo legato alla Scuola Medica Salernitana e oggi, grazie alle collaborazioni con professionisti, aziende sanitarie e università, riusciamo a tenere insieme la nostra storia e l’innovazione». Francesco Corrivetti, co-direttore del Laboratorio di Anatomia della Fondazione EBRIS, si è soffermato sul valore didattico del modello: «Lavorare sul preparato anatomico permette di mettere in pratica, in un ambiente preclinico, quello che si è studiato in teoria. La curva di apprendimento si riduce in modo significativo». Sulla formazione continua è intervenuto Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno: «La formazione accompagna il medico per tutta la vita professionale e deve comprendere anche l’esercitazione pratica. Qui possiamo osservare direttamente, su preparati opportunamente trattati, le alterazioni legate a una determinata patologia e capirne le ragioni». Per il Comune di Salerno, in rappresentanza del sindaco, era presente la consigliera Vittoria Cosentino, presidente della Commissione Politiche Sociali e Sanità: «Siamo orgogliosi di ospitare un’iniziativa che porta in città professionisti e competenze da realtà diverse. EBRIS sta attirando sempre più personalità anche dall’estero». Gennaro Sosto, direttore generale dell’ASL Salerno, ha richiamato le criticità del settore: «Con questo tema tocchiamo un nervo scoperto della sanità salernitana e campana, l’ortopedia e in particolare la chirurgia protesica e della spalla. Occasioni come questa servono ad alzare il livello dell’assistenza sul territorio. Ci vorrà tempo, ma la strada è tracciata».






